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Guida all’acquisto della casa

Comprare casa è uno dei passi più importanti della nostra vita, l’inizio di un’avventura e la realizzazione di un sogno che, finalmente, diventa realtà: la conquista dell’indipendenza. Non soltanto un investimento materiale, quindi, ma qualcosa da cui partire per costruire la nostra famiglia. Tuttavia, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto della prima casa, non sempre è facile destreggiarsi nel mondo della compravendita immobiliare. Per questo, un agente immobiliare professionista può aiutarti in tutte le fasi dell’acquisto, dalla scelta dell’immobile perfetto, alla guida esaustiva e completa alle agevolazioni, alle imposte e agli oneri di cui un proprietario dovrà tenere conto. Di seguito ti elencheremo quali spese dovrai sostenere per realizzare l’acquisto della tua prima casa, soffermandoci sui bonus fiscali attualmente previsti, e che potranno aiutarti a concretizzare i tuoi desideri.

Bonus: non tutti li utilizzano, eppure si tratta di agevolazioni fiscali che permettono di ottenere notevoli benefici sull’acquisto della prima abitazione. Ci sono però dei requisiti specifici da possedere, e che devono essere valutati in corso d’opera, ovvero, già durante le prime fasi di ricerca e valutazione degli immobili. Per avere un quadro completo delle spese da sostenere e delle agevolazioni di cui poter beneficiare, dovrai badare bene alle caratteristiche di ogni proprietà.

A tal proposito, un professionista del ramo immobiliare può accompagnarti passo dopo passo verso il migliore acquisto, consigliandoti e tenendoti costantemente informato sulle ultime novità del settore.

Tasse e agevolazioni sull’acquisto della prima casa

Prima di addentrarti nell’affascinante mondo della compravendita immobiliare, dovrai conoscere i requisiti necessari per poter usufruire dei bonus riservati all’acquisto della prima casa. Per beneficiare di tali agevolazioni dovrai essere residente nel luogo in cui si trova l’immobile che vuoi comperare. Diversamente, avrai a disposizione 18 mesi di tempo, a partire dalla data del rogito, per effettuare il cambio di residenza.

Attenzione: per quanto riguarda il requisito di residenza, esso non è richiesto per gli agenti delle Forze dell’Ordine, che non hanno l’obbligo di risiedere nello stesso comune dove è situata l’abitazione.

Un’informazione solo all’apparenza scontata, ma fondamentale per poter beneficiare dei bonus finalizzati a favorire l’acquisto della prima casa, riguarda lo stato di proprietà dell’immobile: può richiedere agevolazioni fiscali solo chi non sia già “titolare esclusivo, o con il coniuge” dei diritti di proprietà o usufrutto, di altre abitazioni ubicate nel territorio italiano. Cosa significa? Che l’immobile prima casa deve essere la tua prima ed unica abitazione esclusiva: eventuali quote di comproprietà – a meno che l’altro proprietario non sia il coniuge – non impediscono l’ottenimento dell’agevolazione.
Inoltre, la tua prima casa dovrà necessariamente appartenere a una di queste categorie catastali:

“Categoria A2”: immobili di tipo civile

“Categoria A3”: immobili di tipo economico

“Categoria A4”: immobili di tipo popolare

“Categoria A5”: immobili di tipo ultra popolare

“Categoria A6”: immobili di tipo rurale

“Categoria A7”: immobili in villini

“Categoria A11”: immobili caratteristici dei luoghi

Non sono, invece, previste agevolazioni fiscali per l’acquisto di abitazioni appartenenti alle categorie catastali elencate di seguito:

“Categoria A1”: immobili di tipo signorile

“Categoria A8”: immobili in ville

“Categoria A9”: castelli ed edifici di grande pregio storico e culturale.


Ma adesso passiamo all’argomento che ti interessa di più e scopriamo quali sono le tasse previste sull’acquisto della prima casa.

Tasse prima casa: tutto quello che c’è da sapere

Il mattone è uno degli investimenti preferiti in Italia, dove quasi l’80% delle famiglie vive in case di proprietà. Questo perché, anche in momenti di crisi economica, il mercato immobiliare è generalmente considerato un porto sicuro dove impiegare i propri risparmi. Se anche tu, come molti italiani, hai deciso di investire nel mattone, devi sapere che le imposte da versare quando si compra una casa variano a seconda del venditore, se è un’impresa o un privato. Le spese da sostenere, dunque, in base ai casi sono: “l’Iva, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di bollo e la tassa ipotecaria”.

Distinguendo tra acquisto da privato o da impresa edile, le imposte da sostenere sono le seguenti:

Acquisto da privato: se il venditore è un privato, per la tua prima casa dovrai pagare un’imposta di registro sul valore catastale dell’immobile del 2%. L’imposta ipotecaria e quella catastale, invece, hanno entrambe un importo fisso di 50 euro.

Acquisto da impresa: se acquisti da un’impresa le cui vendite sono sottoposte a Iva, invece, dovrai pagare un tributo sul valore aggiunto del 4%, invece del 10%, calcolato sul costo della cessione. Per questo tipo di acquisto, l’imposta catastale, ipotecaria e di registro sono da versare nella misura di 200 euro ciascuna, per un ammontare di 600 euro.


Calcolo del valore catastale

Per calcolare il valore catastale di una prima casa – al fine di ottenere la base imponibile su cui determinare l’imposta di successione o di donazione e l’imposta di registro – la rendita catastale dell’abitazione, rivalutata del 5%, deve essere moltiplicata per un coefficiente prestabilito dalla regolamentazione: 115,5 in caso di acquisto con bonus della prima casa e delle sue pertinenze, ovvero beni rientranti nelle categorie C2 (cantine, soffitte, locali di deposito) e C3 (garage, posti auto, scuderie).

Grazie all’applicazione della norma sul prezzo-valore, introdotta nel 2006 proprio per tutelare e favorire gli acquirenti, l’imposta sulla compravendita degli immobili potrà essere calcolata a partire dal valore catastale, anziché sul prezzo dell’abitazione, generando così un notevole risparmio, nonché un’ulteriore tutela per il compratore, perché riduce l’azione dell’Agenzia delle Entrare sull’accertamento di valore.

Perdita delle Agevolazioni sulla prima casa

Il bonus prima casa può essere revocato in determinate situazioni, che comporterebbero il pagamento delle somme e degli interessi risparmiati, con un’ammenda del 30% sull’imposta. Di seguito tutti casi in cui il bonus può essere annullato:

– dichiarazioni mendaci sull’atto notarile riguardo il possesso di uno o più requisiti necessari all’ottenimento del bonus.

– Il cambio di residenza nello stesso comune dove hai acquistato l’immobile non avviene entro i 18 mesi di tempo messi a disposizione a partire dal momento del rogito.

– Se l’immobile viene venduto o donato nei primi cinque anni dalla data di acquisto. Norma non applicabile nel caso in cui, entro 12 mesi, tu abbia acquistato un altro immobile, anche in donazione, che hai intenzione di utilizzare come prima casa.

Ricordiamo che per prima casa si intende l’abitazione in cui hai la residenza.

Spese notarili relative all’acquisto della prima casa

Una delle spese più preoccupanti sia per coloro che intendono acquistare la prima casa, sia per i venditori, sono le spese notarili. A chi spetta pagare il notaio? La legislazione in materia prevede che a pagare il notaio debba provvedere l’acquirente. Per questi oneri non esiste un prezzo fisso, poiché ogni studio notarile può applicare una parcella differente. È preferibile, dunque, richiedere diversi preventivi prima di effettuare la propria scelta, in modo da poter valutare l’offerta più conveniente.


Agevolazioni fiscali: tutti i bonus previsti per il 2020/21

Bonus ristrutturazioni prorogato anche per il 2021
Attualmente esistono diverse agevolazioni per quanto concerne il ramo immobiliare.

Uno degli incentivi più importanti è sicuramente quello che riguarda le ristrutturazioni, in quanto offre non pochi vantaggi per chi sceglie di comprare un immobile ristrutturato. In questo caso è prevista, infatti, una decurtazione del 50% sul 25% del costo totale di vendita.

La cifra massima di cui beneficiare è stata stabilita a 96.000 euro. La detrazione può essere applicata anche alle somme versate come anticipo prima dell’atto di vendita, a condizione che la transazione sia stata opportunamente dichiarata all’interno di contratto preliminare di acquisto.
Per ottenere il bonus ristrutturazioni, bisogna, però stipulare la vendita entro e non oltre 18 mesi dalla data in cui sono terminati i lavori sull’immobile.
Ricapitolando, il bonus ristrutturazioni prevede che:
chi acquista può beneficiare di una detrazione del 50%, per gli interventi straordinari di restauro, ripristino conservativo e lavori edili effettuati su abitazioni residenziali fino a una spesa massima di 96.000 Euro. Questa cifra si riferisce ad una sola abitazione.

Bonus mobili 2020: in cosa consiste?

Per tutti gli acquirenti che hanno i requisiti per usufruire delle agevolazioni prima casa sono disponili dei bonus anche per quanto riguarda l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, questi ultimi necessariamente di classe energetica A+ o superiore. La detrazione “Irpef” prevista per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici – solo ed esclusivamente se destinati un’abitazione ristrutturata a partire dal 1 gennaio 2019 – è del 50%. Rientrano nella categoria di acquisti agevolativi tutti i mobili ritenuti necessari complementi d’arredo di un immobile ristrutturato, come ad esempio: letti, armadi, tavoli, divani, lampade, materassi, etc. Non rientrano nel bonus complementi come porte, tendaggi o tipi di pavimentazione (marmo, parquet, linoleum, etc.).


Ora che conosci tutte le informazioni necessarie per orientarti verso l’acquisto della tua prima casa, ti auguriamo di compiere quest’importante avventura nel migliore dei modi, affiancandoti a un professionista che saprà guidarti e consigliarti in un settore, quello del mercato immobiliare, sempre in continua evoluzione.